Workshop teorico e pratico - sabato 26 e domenica 27 settembre dalle 9am alle 3:30pm
Play-emdr con gli adolescenti
Il gioco come esperienza di regolazione, appartenenza e sviluppo sociale
In Breve
Conducono:
Anna Rita Verardo – Psicoterapeuta, Trainer EMDR Europe per bambini e adulti.
Valeria Lazzarini – psicoterapeuta, supervisore per bambini e adolescenti, Gestalplaytherapist.
Date e orari:
26 Settembre dalle 9.00 alle 15.30.
27 Settembre dalla 9.00 alle 13.00.
Modalità:
Online.
Obiettivo:
Formazione avanzata.
Destinatari:
Psicologi, Psicoterapeuti e Terapeuti EMDR.
Quota di partecipazione:
€ 100 + IVA (€ 122,00) per gli iscritti al percorso Play-EMDR
€ 150 + IVA (€ 183,00) per i partecipanti esterni
OBIETTIVI FORMATIVI
Al termine della giornata i partecipanti saranno in grado di:
- comprendere il ruolo del sistema del gioco nello sviluppo neurobiologico, emotivo e relazionale dell’adolescente;
- integrare le conoscenze provenienti dalle neuroscienze affettive, dalla teoria dell’attaccamento, dai Sistemi Motivazionali Interpersonali e dall’EMDR nella concettualizzazione clinica;
- riconoscere l’impatto del trauma, del ritiro sociale e della riduzione delle esperienze ludiche condivise sullo sviluppo dell’identità;
- utilizzare il gioco come mediatore terapeutico per favorire regolazione emotiva, motivazione, alleanza terapeutica e preparazione al protocollo EMDR;
- utilizzare strumenti simbolici, narrativi e creativi rispettosi del funzionamento dell’adolescente;
- costruire esperienze terapeutiche che promuovano curiosità, senso di competenza, appartenenza e nuove esperienze relazionali.
INTRODUZIONE
L’adolescenza è uno dei periodi di maggiore riorganizzazione dello sviluppo umano. Il cervello attraversa profonde modificazioni strutturali e funzionali, aumenta la sensibilità ai sistemi della ricompensa, cresce il bisogno di appartenenza al gruppo dei pari e la costruzione dell’identità diventa il principale compito evolutivo. In questa fase ogni esperienza relazionale contribuisce a definire il modo in cui il ragazzo percepisce sé stesso, gli altri e il proprio valore personale.
Negli ultimi anni, tuttavia, il contesto di crescita degli adolescenti è profondamente cambiato. Sempre più tempo viene trascorso davanti agli schermi e sempre meno in attività ludiche spontanee condivise con i coetanei. Il gioco libero, corporeo e sociale, che per migliaia di anni ha rappresentato uno dei principali strumenti attraverso cui il cervello umano ha imparato a cooperare, competere, negoziare, regolare le emozioni e costruire relazioni, occupa oggi uno spazio sempre più ridotto nella vita quotidiana.
Le conseguenze sono sempre più evidenti nella pratica clinica. Aumentano il ritiro sociale, la paura del giudizio, la difficoltà ad affrontare il confronto con i pari, la bassa tolleranza della frustrazione, l’evitamento delle situazioni nuove e la ricerca di gratificazioni rapide e solitarie. Molti adolescenti trascorrono ore impegnati in attività digitali, ma sempre meno tempo sperimentando quelle esperienze di gioco condiviso che rappresentano il terreno naturale nel quale si sviluppano la regolazione emotiva, la flessibilità, la cooperazione e il senso di appartenenza.
Le neuroscienze affettive hanno progressivamente mostrato che il gioco non rappresenta semplicemente un passatempo. Jaak Panksepp lo descrive come uno dei sistemi di base fondamentali per il cervello, strettamente connesso ai circuiti della motivazione, della ricompensa, della curiosità e dell’apprendimento. Attraverso il gioco il cervello sperimenta sicurezza, esplorazione, sorpresa, cooperazione, competizione e creatività, costruendo competenze che nessuna spiegazione verbale è in grado di trasmettere con la stessa efficacia.
Durante l’adolescenza il sistema della ricompensa assume una particolare rilevanza. L’aumentata sensibilità dopaminergica rende i ragazzi particolarmente responsivi alle esperienze nuove, coinvolgenti e condivise con i pari. Quando il trauma, il ritiro sociale o relazioni precoci insicure limitano queste esperienze, anche la motivazione all’esplorazione e alla partecipazione può ridursi, favorendo modalità di funzionamento sempre più evitanti o rigidamente protettive.
Da una prospettiva evoluzionistica, attraverso il gioco l’adolescente sperimenta l’affiliazione, costruisce appartenenza, apprende la cooperazione, misura il proprio valore senza che ogni errore diventi una minaccia personale e sviluppa competenze indispensabili per il proprio debutto sociale. Vincere, perdere, aspettare il proprio turno, riparare un conflitto, negoziare le regole, chiedere aiuto o sostenere un compagno costituiscono esperienze evolutive fondamentali che il trauma spesso interrompe o impoverisce.
All’interno della psicoterapia EMDR il gioco non rappresenta un semplice espediente per “rendere piacevole” la seduta, né uno strumento riservato ai bambini. Diventa un mediatore terapeutico capace di facilitare la regolazione emotiva, promuovere l’alleanza terapeutica, sostenere l’accesso ai ricordi traumatici e favorire nuove esperienze di competenza e partecipazione rispettando il linguaggio evolutivo dell’adolescente senza infantilizzarlo.
Play-EMDR nasce dall’integrazione tra il protocollo EMDR, le neuroscienze dello sviluppo, la teoria dell’attaccamento, la psicologia evoluzionistica e la Play Therapy. Il suo obiettivo non è semplicemente utilizzare il gioco in terapia, ma impiegarlo come esperienza clinica capace di riattivare curiosità, motivazione, regolazione emotiva e apprendimento, offrendo al ragazzo nuove possibilità di esplorazione di sé e delle proprie relazioni.
Durante questa giornata i partecipanti acquisiranno una cornice teorica aggiornata e sperimenteranno attività pratiche immediatamente trasferibili nella clinica quotidiana. Ogni tecnica verrà presentata all’interno delle diverse fasi del protocollo EMDR, mostrando come il gioco possa sostenere la preparazione, la regolazione, l’accesso al materiale traumatico e l’integrazione finale.
Sabato 26 Settembre 2026
Dalle 09.00 alle 09.30
Accoglienza e introduzione
Presentazione del modello Play-EMDR e dei principi teorici che guideranno l’intera giornata.
Dalle 09.30 alle 10.45
Il cervello adolescente tra trauma, gioco e sistema della ricompensa
- Le trasformazioni neurobiologiche dell’adolescenza.
- Sistema del gioco e sistema SEEKING.
- Dopamina, curiosità e apprendimento.
- Trauma e blocco dei processi evolutivi.
- Affiliazione, appartenenza e debutto sociale.
- Perché gli adolescenti giocano sempre meno insieme e quali conseguenze osserviamo oggi nella pratica clinica.
Dalle 10.45 alle 11.00
Pausa
Dalle 11.00 alle 13.00
Laboratorio esperienziale
Esperienze pratiche per comprendere come il gioco modifichi rapidamente attenzione, regolazione emotiva, motivazione e qualità della relazione terapeutica.
Dalle 13.00 alle 14.00
Pausa pranzo.
Dalle 14.00 alle 15.30
Laboratorio pratico – “Quando le parole non bastano: Regolare prima di elaborare”.
Come preparare il protocollo EMDR attraverso il gioco.
- Costruzione dell’alleanza terapeutica.
- Scegliere il mediatore più adatto.
- Attività per aumentare sicurezza e coinvolgimento.
- Regolazione emotiva attraverso movimento, cooperazione e creatività.
- Installazione delle risorse mediante esperienze ludiche.
Domenica 27 Settembre 2026
Dalle 09.00 alle 13.00
Applicazioni cliniche nel lavoro con l’adolescente
I partecipanti sperimenteranno attività finalizzate a:
- rappresentare il funzionamento del paziente;
- esplorare risorse e vulnerabilità;
- facilitare l’accesso ai target traumatici;
- sostenere la rielaborazione attraverso il linguaggio simbolico.
- sostenere la rielaborazione attraverso il linguaggio simbolico.
Come trasformare l’esperienza ludica in cambiamento terapeutico.
- Utilizzare il gioco con adolescenti oppositivi, evitanti e ritirati.
- Lavorare su vergogna, fallimento e paura del giudizio.
- Favorire cooperazione, appartenenza e senso di competenza.
- Integrare gioco, creatività e protocollo EMDR nella pratica clinica.
Discussione clinica
Confronto sui casi clinici, domande dei partecipanti e conclusioni.
METODO
Attraverso esercitazioni guidate i partecipanti costruiranno un intervento completo Play-EMDR, dalla preparazione del paziente fino alla fase di elaborazione e integrazione, sperimentando strumenti immediatamente utilizzabili nella pratica clinica.
I partecipanti sperimenteranno direttamente numerose attività Play-EMDR dedicate a:
- regolazione emotiva;
- ampliamento della finestra di tolleranza;
- costruzione delle risorse;
- preparazione al lavoro sul trauma;
- utilizzo del gioco nelle prime fasi del protocollo EMDR.
🏦 Pagamento tramite bonifico
OPZIONE 1
€ 100 + IVA (€ 122,00) per gli iscritti al percorso Play-EMDR
OPZIONE 2
€ 150 + IVA (€ 183,00) per i partecipanti esterni
Pagamento da effettuare tramite bonifico bancario intestato a: Istituto Italiano Emdr srl IT35S0538773920000004269824 BPER BANCA Causale: “PlayEmdr Con Gli Adolescenti – 26/27 Settembre 2026” + Nome e Cognome. Allegare copia del bonifico e inviare mail a info@istitutoitalianoemdr.it
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