Retreat Assisi 2026
Ecco le risorse pensate per aiutarti a portare nella vita quotidiana, e a mantenere nel tempo, tutto ciò che di utile hai imparato durante i giorni del retreat.
I giorni successivi al retreat sono molto insidiosi: si torna a casa, dove abitudini consolidate e vecchi ancoraggi tendono progressivamente a far svanire ciò che ora appare così importante e prezioso. Come fare, allora? Come permettere al cambiamento generato da questa full immersion di consolidarsi e diventare parte integrante della pratica clinica?
L’inconscio apprende e conserva ciò che abbiamo imparato soltanto attraverso una ripetizione disciplinata e protratta nel tempo. Le visualizzazioni guidate, per esempio, vanno praticate con regolarità, così da esercitarci ad accedere sempre più facilmente a stati di coscienza superiori, nei quali il contatto con il piano delle intuizioni è più rapido e naturale.
Ti ricordo che la mente può aiutarci solo fino a un certo punto: esiste una differenza profonda tra capire e comprendere. Solo un percorso autentico, sostenuto da una pratica costante nel tempo, permette di accedere a stati di coscienza espansi. Mente e inconscio possono lavorare insieme soltanto quando abbiamo portato l’inconscio dalla nostra parte; e l’inconscio comprende solo e soltanto il linguaggio delle immagini e delle emozioni, mentre il dialogo mentale, da solo, non produce alcun effetto. In un confronto tra volontà (attività mentale) e immaginazione (espressione dell’inconscio), vincerà sempre l’immaginazione, orientarla intenzionalmente nella direzione desiderata è l’unica soluzione che realmente funziona.
Possiamo, e forse dobbiamo, prenderci cura dei semi che abbiamo piantato in questi giorni. In questa pagina troverai quindi risorse utili per aiutarti a consolidare e valorizzare ciò che abbiamo imparato ed esperito insieme durante le lezioni e le pratiche di questi quattro giorni. Solo in questo modo riusciremo a sviluppare la nostra presenza consapevole, a beneficio della nostra vita e del lavoro clinico coi pazienti.
Buon lavoro… e ricordati di te!
La pratica del diario giornaliero
Uno strumento semplice
La pratica del diario giornaliero è uno strumento semplice ma estremamente prezioso per sviluppare consapevolezza, capacità di auto-osservazione e continuità nel proprio percorso di crescita personale. Consiste nel dedicare ogni sera da 5 a 15 minuti alla scrittura della giornata appena trascorsa, aggiungendo eventualmente qualche annotazione o intenzione per il giorno successivo.
Prendi un quaderno nuovo e una penna. È preferibile scrivere a mano piuttosto che al computer, perché la scrittura manuale favorisce un coinvolgimento più diretto e riflessivo. Ogni sera ripercorri la giornata a ritroso: parti dal momento presente e torna gradualmente indietro fino al mattino. Anche se può sembrare più naturale ricostruire gli eventi in ordine cronologico, procedere a ritroso richiede una maggiore attenzione e stimola una presenza più attiva nel processo di osservazione.
Puoi suddividere ciò che è accaduto durante la giornata in tre ambiti principali: fisico, emotivo e mentale. Annota gli eventi e le esperienze che ritieni significativi, collocandoli nella categoria che ti sembra più appropriata. Alcune situazioni potranno essere descritte sotto tutti e tre gli aspetti, altre soltanto in uno o due.
Per esempio, nel piano fisico potresti annotare: «Mi sono accorto di avere una forte tensione alle spalle e un senso di stanchezza che mi ha accompagnato per gran parte della giornata». Nel piano emotivo: «Una conversazione con una persona importante per me mi ha lasciato un senso di delusione e tristezza». Nel piano mentale: «Ho riflettuto su quanto per me sia difficile esprimere alcuni bisogni per paura di essere frainteso o di creare distanza nella relazione».
Perché dedicare tempo a questo diario?
Perché la scrittura quotidiana rende più evidente il processo di auto-osservazione e aiuta a riconoscere cambiamenti che altrimenti passerebbero inosservati. Ma il suo valore non si limita ai minuti trascorsi a scrivere. L’obiettivo è allenare una qualità di presenza che, poco alla volta, comincia ad accompagnarti anche durante la giornata. Si inizia osservando sé stessi a posteriori, nel momento della scrittura, per arrivare gradualmente a ricordarsi di osservarsi mentre la vita accade, nel momento stesso in cui pensieri, emozioni, sensazioni ed eventi si manifestano dentro e fuori di noi.
Rileggendo le pagine dopo settimane o mesi, potrai riconoscere evoluzioni nel tuo modo di pensare, sentire e vivere le esperienze, accorgendoti di trasformazioni che altrimenti sarebbero rimaste invisibili. Il diario diventa così non solo uno strumento di memoria, ma anche un compagno di viaggio che testimonia il percorso compiuto, rafforza la motivazione e sostiene la continuità della pratica nel tempo.
Visualizzazione Guidata – Apertura del Cuore
Come procedere
Per cominciare, cercate e trovate la posizione più comoda possibile, spostando il peso finché non sentite che tutto il corpo è ben sostenuto con la testa, il collo e la spina dorsale allineati.
Preparatevi a scendere nel centro del corpo sempre di più scivolando dentro il corpo con ogni respiro purificatore pieno e profondo. Ispirate il massimo dell’aria che potete senza sforzarvi, mandando l’aria giù giù fino alla pancia, se riuscite, ed espirate sentendo l’aria che percorre la strada in senso inverso fino ad uscire fuori.
Respirate pienamente e senza sforzo. Ed ancora respirando profondamente, sentite l’aria che attraversa tutto fino a raggiungere la pancia. E forse potete sentire l’addome che si alza come fanno i bambini quando dormono. Lentamente e dolcemente poi lasciate andare il respiro con l’espirazione e stavolta mentre ispirate mandate l’energia calda del respiro a tutte le parti del corpo che sono tese o dolenti o contratte e sentitele mentre si scaldano e si rilassano, si sciolgono e si distendono intorno e attraverso i punti tesi. E rilasciate la tensione con l’espirazione, così sempre di più potete sentire il respiro che raggiunge tutti i nodi contratti rilassandoli, espirando fuori la tensione.
E potete notare tutti i pensieri svianti che possono presentarsi, e anche questi se ne vanno con l’espirazione così per un solo momento la mente è vuota, anche se fosse meno di un secondo la mente è libera e sgombra e in silenzio. E notate con distacco e comprensione tutte le emozioni che possono emergere in superficie. Ed ecco che potete liberarvi anche di queste, sempre con l’espirazione e così sempre di più vi sentite in pace e tranquilli, fermi e saldi come un lago senza increspature.
Ed ora, se volete, lasciate che la vostra attenzione si concentri sul cuore e quando la vostra consapevolezza è lì vi accorgerete come ci si sente diversi dentro al cuore, unite all’attenzione tutta la delicatezza di cui siete capaci, forse anche appoggiando sopra tutto il palmo della mano. Sì, lì dove c’è il cuore. Mantenendo la consapevolezza in quel punto di collegate al ritmo possente ma dolce del cuore, e lo sentite pulsare attraverso tutto il corpo. Ed ora cominciando a respirare attraverso il cuore vi accorgete che il respiro entra realmente dal cuore ed esce sempre attraverso di esso, un soffio dolce e caldo e regolare fuori e dentro, potreste persino cominciare a sentire una specie di calore e di pienezza che si raccoglie intorno e attraverso il cuore.
Tutto è molto delicato e corroborante, mentre continuate a concentrare l’attenzione in quel punto sempre respirando, respirate nel cuore proprio attraverso il centro del cuore. È sempre in armonia con il ritmo regolare che va e viene, potreste dirigere la consapevolezza ad un momento in cui avete provato molto amore e gratitudine.
Forse adesso un ricordo si affaccia alla vostra mente. Forse quella volta che vi trovavate da soli e immersi nella natura ricolmi della bellezza che vi circondava. Quando eravate presi dal calore generoso dei raggi solari o forse era notte ed eravate sotto un vasto cielo stellato con la luna piena. O quando vi sentivate al sicuro, stretti in un abbraccio soffice, caldo e intimo con una persona cara. Potreste ricordare di aver tenuto in braccio un cucciolo e respirando tra il profumo dei suoi peli soffici avete sentito la sua pelliccia morbida a contatto della vostra guancia?
Potrebbe essere un momento in cui giocavate con un cucciolo che amavate. O forse il ricordo di voi seduti in grembo alla nonna ad ascoltare la sua voce dolce e bassa e nell’aria il profumo di sapone della sua pelle. Forse si tratta di quella volta in cui correvate trionfanti in una gara felici del movimento spontaneo e agile del vostro corpo. O ancora quando vi siete sentiti in comunicazione con voi stessi ascoltando della musica ispirante.
Dunque, state richiamando alla mente deliberatamente uno di questi momenti con tutti i particolari visivi e i suoni, potreste ascoltare una voce, catturare un profumo, sentire qualcuno che vi tocca la mano, la guancia o la fronte. O semplicemente potete ricordare una caratteristica dell’aria di quel luogo, un calore che attraversa il corpo, e questo vi consente di essere ancora lì mentre continuate a respirare attraverso il centro del cuore, sentite tutta la pienezza, la ricchezza, la forza di quel luogo e lasciate che tutto questo vi riempia. Lasciate che tutto l’amore e la dolcezza vi riempia al cuore, tanto che trabocca tutto intorno, riempendo tutti gli spazi del corpo si riversa e riempie tutto il petto e il busto, riscaldando e diffondendosi nella schiena e nella pancia, pulsando delicatamente in ogni arto e poi di nuovo su verso le spalle e il collo.
Così lasciate che la ricchezza di questo sentimento inondi il vostro cuore, e tutto il corpo risuona seguendo la pulsazione di questi potenti sentimenti di amore. Tutto il corpo batte all’unisono con il cuore e vi accorgete che persino l’aria intorno a voi comincia a pulsare con la forza regolare di questa energia che ama. Che si irradia verso l’esterno e crea un campo potente di attività pulsante intorno e attraverso voi.
Un cuscino di energia vibrante che si espande di colori e luci che danzano. Mentre continuate a respirare tutto nel cuore, lo arricchite di tutta la sua pienezza ed espirando fuori verso il mondo lo arricchite dell’abbondanza intorno a voi rimanendo stabile sul trono d’amore del cuore forte e costante, irradiato da amore e gratitudine. Inspirando ed espirando attraverso il cuore potete rimanere in questo luogo di pace e bellezza tutto il tempo che volete. Sapete che potete tornare lì in ogni momento, basta chiudere gli occhi, mettere la mano sul cuore e ricordare. Dunque, quando siete pronti, potete molto dolcemente e lentamente aprire gli occhi e ritornare qui, sapendo nel profondo che questo viaggio vi ha fatto bene.
Abbiamo terminato.
Connessione è protezione di Giada Maslovaric
Connection is protection
Se vuoi, chiudi dolcemente gli occhi, oppure lascia che lo sguardo si posi morbido in un punto in basso davanti a te. Le tue braccia e le tue mani cadono dove si sentono comode. Lascia che il tuo corpo scelga la posizione.
La tua postura potrebbe assumere una forma eretta, aperta e dignitosa.
Una posizione non rigida, ma presente.
Se vuoi osserva il respiro, senza cambiarlo. Lascia che il respiro ti respiri, in ogni cellula del corpo. Lascia che il tuo respiro avvenga, con il tuo ritmo. Se senti il bisogno potresti fare un respiro leggermente più profondo, una piccola boccata d’aria.
Se ti va, porta ora l’attenzione al tanden: un punto situato tre dita sotto l’ombelico e tre dita in profondità.
Il tuo centro. Sempre lì, pronto ad accoglierti così come sei ora. Forse potresti sentire che ti da il benvenuto, magari con la telepatia potrebbe dirti: “Ciao Giada, felice di vederti”.
Puoi portare entrambe le mani al tanden, una sopra l’altra.
Forse puoi immaginare il tuo tanden come l’occhio del ciclone:
quel punto che rimane fermo anche quando tutto intorno corre veloce.
Uno spazio stabile, dove poter tornare. 3 dita sotto l’ombelico e 3 dita in profondità.
Lascia che il respiro fluisca attraverso il tanden.
Inspirando ed espirando come se quel centro potesse respirare insieme a te. Morbido.
Presente.
Stabile.
E da questo centro, lentamente, la mano destra si alza fino al cielo, come un pennello, per poi scendere al tuo fianco in Abhaya Mudra, le dita unite. Senza paura, il mudra del coraggio e della protezione. Nota le sensazioni che arrivano dalla tua mano e dal tuo corpo in questa posizione eretta, aperta e dignitosa.
Se vuoi immagina la tua mano divenire scudo. Il tuo scudo.
Potrebbe espandersi, oppure no. Potrebbe cambiare forma, oppure no.
Può essere di ferro, legno, luce o altro. È il tuo scudo. Forse ha un colore, forse emana colore.
Lascia che il tuo scudo assolva la sua funzione proteggendoti. Potresti proteggere una parte più fragile di te, oppure qualcuno a cui vuoi bene. È il tuo scudo, non ha limiti, è potente quanto serve.
Ora potresti ammorbidire le dita, aprirle leggermente, la tua mano inizia un piccolo viaggio molto molto lento in avanti, il braccio si distende e la tua mano può così incontrare un’altra mano. Sfiorarla.
Forse la mano di una persona cara.
Forse una parte di te che desidera essere sfiorata, accolta.
Potresti percepire il calore di questo incontro. Sentire cambiare la temperatura nel palmo della tua mano. Nelle dita. Connessione, contatto.
Ora lascia che la tua mano possa molto lentamente riplanare sul tuo petto, goditi questo viaggio e nota le sensazioni che arrivano dal petto quando la mano si posa.
Resta qui ancora per qualche respiro.
Potresti sentire il battito del cuore. Nota il battito. Il tuo cuore è sempre lì e accorda il suo battito alle tue emozioni e ai tuoi movimenti. Senza che tu lo richieda, lui semplicemente batte e ti sostiene, scandisce ogni momento.
E forse continuarai ad ascoltare il battito del cuore.
Sempre lì.
A sostenere ogni emozione, ogni movimento, ogni sforzo, ogni sorriso.
Senza chiedere nulla in cambio, continua a battere per te.
Momento dopo momento.
E magari ora potresti ritrovare quella postura eretta, aperta e dignitosa.
Non come qualcosa da costruire, ma come qualcosa già presente dentro di te.
E quando ti sentirai pronta o pronto, potresti fare tre respiri leggermente più profondi e con il tuo tempo riaprire gli occhi e tornare nel qui ed ora. Magari avrai voglia di fare qualche piccolo o grande movimento di risveglio. Stirarti un po’ o lasciare che il tuo corpo scelga altri movimenti buoni per te in questo momento.
Musica ispirante
Sleep Song, Part 3 (from Jarabi) – Derek Gripper
Per acquietare la mente e favorire uno stato di centratura
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Flying OM – Frank Natale
Brano perfetto per meditare, aiuta a svuotare la mente. Non facile, molto potente.
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madi – Ganavya
Per acquietare la mente e favorire uno stato di coscienza compassionevole
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Eternal Chant – Manose, Choying Drolma
Per calmare la mente e favorire uno stato di centratura
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Om Mani Padme Hum – Veet Vichara & Premanjali
Per calmare la mente e favorire uno stato meditativo
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Medicine Buddha Mantra – Lama Gyurme & Jean-Philippe Rykiel
Per favorire uno stato meditativo, ispirante.
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Prema Muditha – Ganavya, Shabaka Hutchings
Per calmare la mente e favorire uno stato meditativo
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Jerusalem – Armand Amar
Centratura nel cuore, ispirante
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Cum Dederit – Armand Amar, Sandrine Piau
Centratura nel cuore, ispirante
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Shadow 4 – 2012 – Max Richter
Per cominciare, rinfresca la mente e alleggerisce l’animo
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Conexão – Sabrina Malheiros
Per il piacere, connette al corpo
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Bibliografia essenziale
I Sistemi Motivazionali nel Dialogo Clinico – Il Manuale AIMIT
- Autori: Giovanni Liotti e Fabio Monticelli.
- Edito da: Raffaello Cortina.
- Autore: Francesco Gazzillo.
- Edito da: Raffaello Cortina.
Teoria e clinica dell’alleanza terapeutica
- Autori: Giovanni Liotti e Fabio Monticelli.
- Edito da: Raffaello Cortina.
- Autore: Michael Brown
- Edito da: MyLife
EMDR. Il manuale. Principi fondamentali, protocolli e procedure
- Autore: Francine Shapiro.
- Edito da: Raffaello Cortina.
Il programma di viaggio
Quando abbiamo iniziato questo viaggio avevamo un programma.
Come accade spesso, però, le cose importanti sono successe anche altrove.
In una conversazione informale o durante un pasto.
In una frase annotata velocemente su un quaderno.
In un collegamento che fino a quel momento non era emerso.
Per qualche giorno ci siamo concessi qualcosa che nella vita professionale accade sempre più raramente: “il tempo per stare insieme.”
Abbiamo provato a fare qualcosa di diverso.
Abbiamo seguito le tracce.
Quelle che ci arrivano dai sintomi.
Dalle emozioni.
Dalle relazioni.
Dalle storie che i nostri pazienti ci affidano ogni giorno.
Abbiamo provato a tenere insieme pezzi che spesso vengono osservati separatamente.
Il presente e il passato.
Il comportamento e il suo significato.
La sofferenza e la funzione che quella sofferenza ha avuto nella vita di una persona.
Comprendere significa mettere insieme.
Raccogliere frammenti apparentemente lontani e accorgersi che fanno parte della stessa storia.
È un lavoro che richiede conoscenze, metodo e rigore.
Ma richiede anche la disponibilità a non confondere una diagnosi con una persona.
Una teoria con una storia.
Se c’è qualcosa che spero possiate portare con voi dopo questi giorni, non è una tecnica in più.
Non è un modello.
Non è neppure una risposta.
È l’abitudine a continuare a porsi domande.
A tollerare, almeno per un po’, ciò che non è ancora chiaro.
A cercare il significato prima della spiegazione.
Le musiche, le pratiche e i materiali che trovate qui non servono a conservare ciò che è accaduto.
Quello che conta non può essere conservato.
Può però essere ritrovato.
In una domanda che affiora mentre ascoltate un paziente.
In un dettaglio che improvvisamente assume un significato diverso.
In quei momenti in cui non sappiamo che direzione prendere è possibile decidere di non forzare una spiegazione, e restare ancora un po’ accanto alla complessità.
Le mappe servono a questo.
A ricordarci che c’è sempre qualcosa che merita tempo.
Grazie per questi giorni di condivisione.
E buon viaggio.














































































